Editoriale di Andrea Baranes, vicepresidente di Banca Etica

La Finanza Etica
è Molto Più
che “sostenibile”

È entrata in vigore la prima parte del regolamento europeo per definire e regolare la finanza sostenibile

Il regolamento si iscrive nel Piano di Azione per la Finanza Sostenibile, un percorso dell’UE per ri-orientare i flussi di capitale privato, gestire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, promuovere obiettivi di lungo termine. Tutto questo tramite una classificazione delle attività sostenibili (tassonomia); l’introduzione di standard per i green bond; linee guida sulla pubblicazione di informazioni sugli impatti sul clima; ed altre ancora su rendicontazione e trasparenza in materia ambientale.

Questo percorso dell’UE è interessante e positivo da diversi punti di vista, primo tra tutti la necessità di fissare parametri condivisi per stabilire quali investimenti possano definirsi sostenibili. Un passo in avanti fondamentale rispetto alla situazione che abbiamo vissuto fin qui, in cui ogni banca o gestore poteva dichiararsi “sostenibile” usando criteri arbitrari.

Il Gruppo Banca Etica ha però evidenziato diversi limiti e criticità del percorso europeo.

Crediamo importante partecipare e seguirlo da vicino, ma nel contempo sentiamo la necessità di chiarire le molte e fondamentali differenze tra la “finanza sostenibile” come intesa dall’UE e la finanza etica. In un posizionamento pubblicato in concomitanza con l’entrata in vigore del regolamento europeo abbiamo voluto evidenziare sette di queste differenze:

 

  1. Obiettivi di fondo

    La prima è nei principi stessi. Il modello UE di finanza sostenibile non rimette in discussione la massimizzazione del profitto come unico obiettivo dell’attività finanziaria. La sostenibilità rischia quindi di diventare un semplice fattore competitivo, se non di marketing. La finanza etica ribalta questo approccio: persegue utili economici, ma perché sono funzionali all’obiettivo di fondo che è quello di massimizzare i benefici per la società e il pianeta.

  2. Speculazione vs focus sull’economia reale

    Nelle definizioni di finanza sostenibile non si fa riferimento a quelli che sono probabilmente gli impatti peggiori del sistema finanziario: instabilità, crisi, obiettivi di brevissimo termine, uso spregiudicato di paradisi fiscali e strumenti speculativi.

  3. Modello “a scaffale” versus modello “olistico”

    L’UE al momento si concentra quasi esclusivamente sul singolo prodotto finanziario. Così molte banche o gestori potrebbero “mettere a scaffale” alcuni prodotti per rispondere a una richiesta del mercato o ripulirsi l’immagine, mentre il resto delle attività continua ad avere impatti fortemente negativi. La finanza etica ha alla propria base la coerenza di tutte le attività.

  4. Modelli di Governance

    Il discorso precedente riguarda anche il comportamento del gestore nel suo insieme. Al momento la normativa europea non impone nulla riguardo la sua governance. La finanza etica si fonda al contrario su modelli pienamente trasparenti, favorendo la partecipazione di soci e clienti, ponendo dei limiti stringenti ai rapporti tra paga massima e minima.

  5. Peso dei parametri ESG

    Per ora la definizione di sostenibilità dell’UE è molto schiacciata sugli impatti ambientali. Il tema è di fondamentale importanza e urgenza, ma non è sufficiente. Per la finanza etica vanno presi in considerazione tutti i possibili impatti ambientali, sociali e di governance di un investimento o altra operazione finanziaria, così come le loro rispettive relazioni.

  6. Lobby e advocacy

    Il sistema finanziario svolge una fortissima azione di lobby per influenzare le regole a proprio vantaggio. Lo stesso tentativo di diluire la definizione di sostenibilità nell’attuale processo né è un esempio emblematico. La finanza etica è in prima fila per chiedere un sistema di regole non a proprio vantaggio, ma per l’insieme della comunità (dalla tassa sulle transazioni finanziarie alla separazione tra banche commerciali e di investimento ad altre ancora).

  7. Engagement e azionariato attivo

    La finanza etica si pone l’obiettivo di una trasformazione del sistema economico e finanziario. Ne è un esempio l’attività di azionariato critico per modificare il comportamento delle grandi aziende, così come la partecipazione a reti e campagne per la giustizia sociale e ambientale.

L’iniziativa sulla finanza sostenibile dell’UE è un passo in avanti importante per spostare i flussi finanziari verso attività con un impatto positivo sull’ambiente. Detto questo, una normativa tecnica non può raccogliere la ricchezza del percorso di decenni intrapreso dalla finanza etica in Italia nel mondo. Vogliamo partecipare al percorso sulla finanza sostenibile e provare per quanto possibile a influenzarlo per rafforzarne visione e definizioni. Nello stesso momento, vogliamo chiarire come la finanza etica sia altro. Un insieme di persone, relazioni, visioni e principi che guidano l’insieme della nostra attività. Abbiamo sintetizzato i punti di forza della finanza etica e incoraggiamo le persone socie e clienti a condividerli per far conoscere l’unicità del nostro movimento!

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